Camillo Antonio Rago
Può sembrare strano se non avventuroso, accostare la figura di Don Felice a quella di Don Lorenzo Milani, di cui pure quest'anno ricorre il trentesimo anniversario della morte.
Pure a me pare che per alcuni aspetti del carattere, ruvido con i superbi e dolcissimo con gli umili, intransigente in materia di fede, il modo di essere prete che portava ad una speciale predilezione per i più giovani e più deboli, la continua testimonianza in coerenza con la propria scelta di vita, molti che siano i punti di ricordo che si possono trovare tra il primo parroco di Croce Santa e il Priore di Barbiana.
Agli inizi degli anni trenta Don Felice viene mandato parroco appunto a Croce Santa, periferia estrema di San Severo, terra di frontiere per le battaglie che bisogna condurre giorno dopo giorno per testimoniare la presenza della chiesa tra gli abitanti del quartiere, per la maggior parte braccianti e operai cresciuti alla scuola della dottrina marxista e chiaramente ostili ad ogni forma di evangelizzazione.
Come Don Milani nel Mugello, Don Felice non si scoraggia più di tanto, anzi inizia la sua personale battaglia contro le varie forme di povertà e di degrado sociale, contro l'analfabetismo, facendo intendere soprattutto a noi ragazzi del popolo che l'istruzione era l'unico mezzo che avevamo a disposizione per migliorare la nostra condizione sociale.
Trascinatore instancabile nelle attività non solo di carattere religioso, ma anche scolastico ed assistenziale, rese la sua parrocchia una vera fucina di idee e di persone, il vero centro propulsore per la vita del quartiere, un punto di riferimento preciso per i sanseveresi.
Tutti, di qualunque estrazione sociale e di qualsiasi credo politico non privo non per lui una sorta di venerazione e comunque il massimo rispetto. E anche il suo giovanile impegno politico, (prima Murriano, poi popolare e guida spirituale per i veri democratici cristiani), è da inquadrarsi in quella visione di servizi di dono totale al prossimo che contraddistinse tutta la sua esperienza pastorale . Basta leggere alcuni stralci dei suoi diari per rendersi conto come tutta la sua vita sacerdotale sia stato un continuo immergersi “ nella esperienza multiforme, tumultuante della società” ( Diario 1976 ) con grande spirito di umiltà. Si circondò sempre di molti collaboratori sia laici che ecclesiastici, dalle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, che volle in parrocchia, don Angelo Mele, don Mario Lozupone, don Peppino Petruzzellis , don Luigi Tota, che prenderà al suo posto, da Emilia Testa a Santina Formato, ai responsabili dei vari movimenti, tanti che è impossibile elencare.
Non sovrastò mai nessuno con la sua vulcanica e prorompente personalità. Ebbe rispetto per le idee degli altri. Cosciente del suo carisma si limitava a guidare, dare consigli e sempre rispettosamente e puntualmente seguiti.
Chi della mia generazione non ricorda asilo infantile, il catechismo, il doposcuola, le gare di cultura religiosa, le colonie marine, la pratica del mese di novembre, il presepe vivente, i tanti giochi nel cortile e nei locali della Mario Chiri, gli spettacoli teatrali, i pacchi dono alle famiglie più bisognose e tante e tante altre iniziative in campo sociale ed assistenziale.....
Tanti ricordi della mia fanciulla e dell'adolescenza sono strettamente legati alla sua figura e la sua opera...
Queste nozioni non devono e non vogliono essere una sorta di agiografia. Don Felice non ha bisogno di questo come di iniziative formalmente esteriori, ma prive della forte carica di spiritualità che emanava dalla sua persona. Il nostro impegno, di quanti l'hanno conosciuto e sono cresciuti sotto la sua guida non solo spirituale, deve essere di continuare a testimoniare quei valori alla radice del suo magistero

“Testimonianze”, a cura di don Mario Lozuppone,103-107




2 commenti:
che persona stupenda. Vorrei approfondire maggiormente la sua conoscenza.
che bello vedere questo blog sempre + ricco di articoli sulla vita di don felice. Mi auguro che tutti nei propri campi di apostolato si ispirino alla figura di questo grande sacerdote. Giorgio
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